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Notizie su Oderzo


IN COSTRUZIONE

« Vi sono vaste terre a sinistra del Piave che hanno il loro centro, quasi il loro cuore, nell’antica Oderzo. Attraversare queste terre dove i campi di granone si alternano enormi e compatti ai vigneti aerei e festosi come archi trionfali, esalta ai pensieri più felici. Qui è tangibile la terra promessa, qui viene da pensare alle decorazioni dello scudo d'Achille, qui si capisce come l'agricoltura ancora intatta sia generosa a darci il sostentamento quotidiano, qui ancora si lavora integralmente la terra. »
 (Giovanni Comisso, Veneto felice, 1984)

 


Oderzo (in latino Opitergium, localmente Oderzso) è un comune italiano della provincia di Treviso di ventimila abitanti sul fiume Monticano. Di origini paleovenete, nell'Antichità conobbe il massimo splendore durante il I secolo dopo Cristo. Oggi è un centro agricolo, industriale e di servizi nell'area della Sinistra Piave.


Oderzo
Panorama di Oderzo
Oderzo - Bandiera
   
Oderzo - Stemma
       
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Treviso
Coordinate: 45°46′51″N 12°29′34″E / 45.78083, 12.49278Coordinate: 45°46′51″N 12°29′34″E / 45.78083, 12.49278
Altitudine: 14 m s.l.m.
Superficie: 42 km²
Abitanti:
19.990 31-12-08
Densità: 476 ab./km²
Frazioni: Camino, Colfrancui, Faè, Fratta, Piavon, Rustignè 
Comuni contigui: Chiarano, Fontanelle, Gorgo al Monticano, Mansuè, Ormelle, Ponte di Piave
CAP: 31046
Pref. telefonico: 0422
Codice ISTAT: 026051
Codice catasto: F999 
Nome abitanti: opitergini 
Santo patrono: San Tiziano, Santa Maria Maddalena 
Giorno festivo: 16 gennaio, 22 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale


Geografia fisica

  « Ogni disposizione di natura, per quanto semplice o sgraziata, spira tuttavolta per chi la contempli con ben temprato animo una sua singolar poesia dalla quale ci si rivelano bellezze tanto più delicate e pellegrine quanto meno aperte e comprese. Un tale che, partitosi dalle folte campagne del Trivigiano col mal del quattrino nel fegato, di qua del ponte della Delizia devii verso Camino per quella magra pianura che costeggia il Tagliamento, subito col desiderio ritorna alle negre arature di Oderzo e ai colli pampinosi di Conegliano, abbandonando alla rabbia della bora e delle montane quei deserti di ghiaia. »
 
(Ippolito Nievo, Il Varmo, incipit)

 
Scorcio tipico della campagna nei dintorni di Oderzo

Collocazione. Inserito nel cuore della pianura veneta, il territorio del comune di Oderzo, è prevalentemente pianeggiante essendo quasi interamente compreso tra gli nove e i sedici m s.l.m.. A presentare le maggiori differenze di altitudine è la zona centrale, dove si estende il capoluogo, differenze un tempo più marcate, ed oggi meno significative a causa dei livellamenti avutisi nel corso dei secoli.

Clima. La zona è caratterizzata dal clima temperato tipico della pianura padano-veneta. Dal punto di vista legislativo il comune ricade nella Fascia Climatica E in quanto i Gradi giorno della città sono 2358. Questo significa che il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo[1]. Per quanto riguarda l'aspetto idrografico, è inserito nel Bacino idrografico del Fiume Livenza[2].

Idrografia. Il territorio opitergino è attraversato dal Monticano, fiume che ha origine presso Vittorio Veneto e che confluisce nella Livenza nelle vicinanze di Motta di Livenza. Numerosi sono corsi d'acqua minori, naturali o artificiali, quali il Lia, la Peressina, la Fossa dei Negadi (in it. "annegati"), e il Navisego-Piavon. Quest'ultimo ha la particolarità di essere stato realizzato artificialmente in epoca romana sul letto di un antico ramo del Piave. L'abbondante presenza di acqua, anche nel sottosuolo, rende questa zona molto fertile e quindi atta all'agricoltura, ma soggetta allo stesso tempo a frequenti inondazioni, pericolo mitigato da un capillare sistema di argini: l'ultima alluvione disastrosa è stata quella celebre del 1966, che rese per anni la ferrovia inagibile. Con i rilevanti danni causati dal maltempo nei primi anni del XXI sec., la questione è tornata d'attualità: la notevole cementificazione degli anni 80-90 ha infatti minato l'assetto idrogeologico dell'intero territorio.

Sismologia. Secondo la classificazione sismica, il comune di Oderzo è inserito in zona 3, ovvero può essere soggetto a scuotimenti modesti[3]. Tuttavia l'attività sismologica della zona è da decenni pressoché irrilevante, ed ha avuto il suo culmine nel crollo dell'allora malridotto campanile della frazione di Faè nel 1977, come conseguenza delle scosse provocate dal terremoto del Friuli nell'anno precedente[4].



 

Urbanistica

L'attuale assetto urbanistico della cittadina si è sviluppato a partire da quello di epoca basso medievale-rinascimentale, in quanto della situazione urbanistica romana non è rimasto pressoché nulla, a causa delle devastazioni barbariche e degli interramenti avvenuti nel corso dei secoli precedenti.

Oderzo, Piazza Grande nel 1870

Un borgo fortificato. L'attuale centro storico si è sviluppato essenzialmente in tre fasi: la prima corrisponde al periodo successivo all'anno mille, quando viene edificato il borgo fortificato immediatamente a sud e ad ovest di Piazza Grande, nucleo della vita sociale e religiosa della città: si tratta delle cosiddette contrade Rossa e del Cristo, che presentano strade strette e perpendicolari, forse l'unico richiamo alla pianta romana, con lastricatura a ciottolato, in parte ristrutturata negli anni '90. La zona era contenuta in una cinta muraria quadrilatera, i cui vertici corrispondono attualmente al campanile del Duomo e al Torreson, entrambi edificati sulla base di due vecchie torri rispettivamente nel 1596 e nel 1995, alla Piramide (vedi) e alla piccola rotatoria di Piazza Castello.

Le mura avevano tre porte di accesso: porta Trevisana, ovvero l'attuale Torresin, da cui entrava la strada Callalta, che conduceva a Treviso; porta Friuli o di Stalla, demolita nell'Ottocento, in prossimità del Monticano; porta San Martino, sita presso l'attuale l'imbocco di via Roma in piazza Castello. Curioso notare come il borgo fortificato sorgesse a pochi metri dal fiume Monticano, ovvero il confine naturale e civile con il territorio di Camino, e quindi, la giurisdizione di Portobuffolè.

L'espansione esterna. Già a partire dal XIII secolo inizia l'espansione del borgo all'esterno delle mura, in particolare lungo la Callalta, ovvero l'attuale Borgo Maggiore (via Umberto I); ancor'oggi questa zona è parzialmente circondata dal Gattolè, un canale artificiale scavato dai Caminesi e collegato al Monticano ed al fossato, interrato tra Settecento e Ottocento, che circondava le mura. Le strade di Borgo Maggiore presentano un'ampiezza maggiore e sono lastricate in pavé.

Durante la dominazione veneziana la città si sviluppa in particolare ancora più a sud, lungo l'attuale via Garibaldi, con edifici disposti su lotti stretti e allungati (il cosiddetto "lotto gotico"), e verso nord-ovest, arrivando così in prossimità dei vari conventi edificati in periferia nello stesso periodo[6].

Il ventesimo secolo. La città vede a partire dalla fine dell'Ottocento una lunga fase di espansione urbana, la quale è continuata, con poche interruzioni, fino ai giorni nostri, non sempre nel rispetto della storia e della bellezza della città, per i discutibili restauri o demolizioni edifici antichi. Nel primo Novecento la città inizia la sua espansione in ogni direzione, compresa la sinistra Monticano, nel frattempo diventata parte del Comune di Oderzo, con il risultato che oggi il capoluogo è, di fatto, contiguo alle zone periferiche di alcune frazioni.

A partire dagli anni del boom economico, alcuni condomini fanno la loro ingombrante comparsa in centro; un maggior attenzione all'aspetto estetico e all'impatto ambientale delle nuove lottizzazioni si avrà soltanto a partire dalla fine degli anni '80[6].

Attualmente sta facendo parecchio discutere la costruzione di un parco commerciale a nord della città, presso la zona detta "dei masotti", per le conseguenza che potrebbe avere sul già malridotto assetto idrogeologico di tutto il territorio comunale.

A Oderzo è presente un'Ospedale, una Tenenza dei carabinieri e una Tenenza della Guardia di Finanza. La Tenenza dei carabinieri è in via di ampliamento a causa dell'insufficienza di spazio disponibile nell'attuale edificio, che compromette la piena operatività del corpo. Nell'ultimo periodo è stato potenziato il numero di mezzi e uomini del Comando dei Vigili Urbani di Oderzo, legato sempre a motivi di sicurezza e del controllo del territorio.




Contrade, quartieri e frazioni

Le sei frazioni comunali circondano il capoluogo quasi come i punti di un esagono. Partendo da nord e procedendo in senso orario sorgono:

Il capoluogo (12.300 abitanti circa) è formato da alcuni quartieri o borghi. In particolare il centro storico è diviso in:

  • Contrada Rossa e Contrada del Cristo, presso il borgo medievale;
  • Borgo Maggiore, la parte del centro circondata dal canale Gattolè;
  • Borgo di Santa Maria Maddalena, presso la chiesa omonima;
  • Borgo San Rocco, a nord della stazione ferroviaria dove sorgeva il convento omonimo;
  • Borgo delle Grazie, lungo la via omonima;
  • Borgo della Pirama o di San Martino, tra il centro e la borgata San Giuseppe.
  • Borgo San Giuseppe, all'incrocio tra viale Dalmazia e via Roma.
  • Borgo di Stalla, nelle vicinanze di Piazza Grande lungo l'altra sponda del Monticano.

All'esterno del centro storico i quartieri più importanti sono San Vincenzo, San Giuseppe, Spinè, Magera, Quartier Marconi. Il primo è anche sede parrocchiale[7].